In Primo Piano

Previdenza e pensioni

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    Domenico Proietti 

Bankitalia si occupi del sistema bancario italiano e

non di pensioni

3 ottobre 2017

La Banca d’Italia, lo diciamo con il rispetto che merita l’Istituto, farebbe bene ad occuparsi della condizione del sistema bancario italiano, che tanti miliardi è costato e costa agli italiani, invece di intervenire su temi come quello delle pensioni che spettano al Governo e al Parlamento. Nel sistema pensionistico italiano bisogna continuare a reintrodurre principi di equità e giustizia come si è incominciato a fare con l’ultima legge di bilancio. In Italia si va in pensione a 66 anni e 7 mesi, mentre nel resto d’Europa la media e di 63 anni e paesi come la Germania raggiungeranno i 67 anni solo nel 2030. Non esiste, poi, un problema di sostenibilità economica essendo la spesa per pensioni italiana all’11% rispetto al Pil, anche in questo caso, perfettamente in media con quella europea, anzi un punto meno della Francia e mezzo punto meno della Germania. Ci aspettiamo dal Governo e dal Parlamento un intervento per congelare il legame all’aspettativa di vita, per migliorare il futuro previdenziale dei giovani, per eliminare le disparità di genere che penalizzano le donne e per rilanciare della previdenza complementare.

Nota stampa UIL nazionale

I rischi degli appalti

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Siamo alle solite

28 settembre 2017

Non avendo potuto sottoscrivere con il precedente Prefetto di Brindisi dottor Vardé il protocollo sulla partecipazione al rinnovo delle gare di appalto per le società a partecipazione statale: Agusta, Eni ed Enel, ci ritroviamo nuovamente alla vigilia dell’affidamento con le stesse preoccupazioni ed i dubbi di qualche mese addietro: offerte al massimo ribasso, sicurezza scritta solo sulla carta, nessun rispetto dei diritti contrattuali dei lavoratori, massimo interesse al contenimento dei parametri di spesa, sempre a danno del personale, con improvvisi e drammatici licenziamenti. Cosa che sta già avvenendo in qualche società. Imprese che provengono da fuori provincia (la maggior parte) non strutturate ed organizzate, con personale poco professionalizzato e senza adeguata formazione. Succede molto spesso il paradosso che le committenti, nonostante carenze strutturali accertate, li premia con l’assegnazione in costatazione di ulteriore manutenzione aggiuntiva di altri appalti, penalizzando oltremodo le imprese locali, costrette a ridimensionarsi, ed i lavoratori che vengono espulsi dal ciclo produttivo. In questo periodo siamo alla vigilia del rinnovo degli appalti e ciò ci preoccupa. Riteniamo che, per evitare che succedano altre situazioni controproducenti, la UIL chiede che venga convocata una riunione in Prefettura oppure in Confindustria per non ripetere gli errori commessi in passato. Discutere, programmare, condividere prima significa raggiungere obiettivi comuni che danno risposte al nostro territorio ed ai nostri lavoratori.

Il Segretario CST

Antonio Licchello

 

Più impegno dalla politica per i problemi brindisini

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Non più slogans ma fatti.

23 settembre 2017

Questo sarà il tema conduttore che la UIL di Brindisi proporrà all’attenzione della cittadinanza brindisina nei mesi a venire. In questo periodo, in occasione della Fiera del Levante è iniziata la campagna elettorale. Nel Sud d’Italia si è concentrata l’attenzione della politica a tutti i livelli istituzionali. Viviamo perciò, come ogni anno, l’ennesima situazione in termini di disponibilità, promesse e richiami alla responsabilità per risolvere i problemi che attanagliano il Meridione......

Previdenza

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Presentata una richiesta unitaria al Governo

21 settembre 2017

Cgil, Cisl e Uil hanno presentato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri e al Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali una proposta unitaria sui temi al centro del confronto della fase due sulla previdenza. Le proposte intendono superare le attuali rigidità e favorire il turn over generazionale per rendere più equo l’attuale sistema previdenziale. Cgil, Cisl e Uil chiedono il blocco dell’adeguamento all’aspettativa di vita, previsto per il prossimo 2019, e che al contempo si avvii un tavolo di studio per individuare un nuovo criterio che rispetti le diversità e le peculiarità di tutti i lavori. Per sostenere le future pensioni dei giovani, i sindacati propongono l’utilizzo di uno strumento che, valorizzando la storia contributiva dei lavoratori, ne sostenga il futuro reddito previdenziale e, contemporaneamente, che si superino gli attuali criteri previsti nel sistema contributivo, una vera e propria penalizzazione per i lavoratori con redditi più bassi. È necessario porre fine alle disparità di genere che ancora penalizzano le donne nel nostro Paese. Un intervento sul solo meccanismo dell’Ape sociale è riduttivo, occorre una misura più ampia con il riconoscimento di un anno di anticipo per ogni figlio, fino a un massimo di tre, e il riconoscimento di un bonus contributivo per i lavori di cura, al fine di migliorare le pensioni delle donne. È fondamentale il rilancio delle adesioni della previdenza complementare estendendo la fiscalità incentivante, prevista per i lavoratori privati, anche a quelli del settore pubblico. Occorre operare, finalmente, una separazione contabile della spesa previdenziale da quella assistenziale al fine di dimostrare che la spesa per pensioni, in Italia, è sotto la media europea. Bisogna, poi, varare subito una riforma della governance dell’Inps e dell’Inail per realizzare un sistema efficiente, trasparente e partecipato. Cgil, Cisl e Uil chiedono, infine, il ripristino della piena indicizzazione delle pensioni introducendo un nuovo paniere e recuperando quanto perso in questi anni.

nota stampa UIL nazionale

In Italia l'età pensionabile è più alta della Germania e della Francia

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  B R I N D I S I  Maggiore rispetto per le future

pensionate

14 settembre 2017

Avere il rispetto dei pensionati e dare nuove opportunità ai giovani e alle donne, è riconoscere la dignità delle donne e dei cittadini. Non è fattibile, secondo la Uil pensionati di Brindisi, l’ipotesi del ministro Proietti, che prevede  “una riduzione dei requisiti contributivi per le donne” invece di “riconoscere il valore sociale della maternità”.......