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Gli obiettivi da raggiungere secondo noi

     

Un percorso difficile e complicato, comunque da concretizzare

9 gennaio 2019

Anche il 2018 è passato portando con sé una valigia piena di aspettative, propositi ed obiettivi non realizzati.

Una valigia che ci ricorda quella di cartone dei nostri nonni, colma però di speranze e di tanta buona volontà diversa da quella attuale, di tanti altri Italiani che, ancora oggi, lasciano la nostra città e l’Italia per trovare lavoro e realizzare condizioni di vita più vantaggiose. Persino i pensionati, divenuti da tempo la cassaforte dei governi, cittadini che per tutta la loro vita hanno lavorato sodo per consegnare un futuro migliore alle nuove generazioni, hanno pensato bene di emigrare all’estero alla ricerca della meritata tranquillità così difficile da realizzare in patria. Un recentissimo studio della UIL indica con dati certi gli effetti negativi che produce il meccanismo dell’indicizzazione delle pensioni approvato con la Legge di stabilità del 2019. Un quadro veramente sconfortante ed una prospettiva altrettanto improbabile e macchinosa........

L’anno appena iniziato si è presentato, anche a causa della complicata situazione politica in cui ci troviamo, ancora più difficile e complicato per i discutibili e preoccupanti annunci su come affrontare e trovare soluzioni ai numerosi problemi di vecchia data. Una nuova moda imperversa senza ritegno e serietà: quella dei messaggi o, per capirci meglio, dei tweets (in rete la mattina e smentiti nel pomeriggio) con i modestissimi ed alquanto preoccupanti risultati che sono sotto gli occhi di tutti. Nessun effetto positivo per i cittadini rispettosi delle regole e dei doveri: lavoratori dipendenti e pensionati, anziani bisognosi e meno abbienti, categorie di emarginati, migranti e poveri cristi alla ricerca di nuova identità sociale. I giovani, con il futuro quanto mai incerto ed indecifrabile ed una larga fascia di nuovi disoccupati avanti con l’età non sono stati presi nella dovuta considerazione dall’agenda politica. Risulta totalmente assente un progetto di sviluppo nazionale nei settori produttivi che possono garantire alle future generazioni occupazione e lavoro stabile.

Siamo in balia delle onde in un mare in tempesta ed invece di affrontare per il verso giusta la rotta per risolvere le tante vertenze in corso, siamo costretti ad inseguire temi privi di sostanza e soluzione. Siamo sempre stati convinti che la questione sociale sia un elemento importante per tutti perché la vita e la salute di uomini, donne e bambini vanno sempre e comunque salvaguardate. Brindisi, in tempi non sospetti e senza l’ausilio di nessuno, ha dato dimostrazione di grande accoglienza ed ospitalità senza aver chiesto ed avuto riconoscimenti come è avvenuto per altre città. Per quanto riguarda il nostro territorio denunciamo ancora una volta l’inarrestabile degrado del tessuto economico-produttivo e sociale. L’ultimo episodio è costituito dalla chiusura della redazione cittadina della Gazzetta del Mezzogiorno con il conseguente trasferimento di alcuni giornalisti a Lecce mentre gli altri sono costretti a lavorare presso il proprio domicilio. La UIL ne chiede la riapertura con l’organico completo. Abbiamo la necessità di voltare pagina ed iniziare da subito ad affrontare le vertenze in atto che, se compiutamente risolte, siamo convinti che cambieranno il volto della città e della provincia. Le decisioni che sta assumendo il governo non sono ancora chiare e definite. Quota 100 e reddito di cittadinanza non convincono nessuno. Restano però atti ufficiali che, se rivisti nei contenuti, possono diventare strumenti fondamentali per una ripresa economico-sociale diffusa e partecipata.

La UIL continuerà a svolgere un ruolo propositivo per un anno di VERO cambiamento in favore della collettività nazionale e del territorio.

Antonio Licchello