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Incidente sul lavoro a Brindisi

                          

10 luglio 2019

L’incidente sul lavoro avvenuto questa notte sulla tratta ferroviaria S. Vito/Brindisi, nella sottostazione di smistamento delle ferrovie dello Stato in prossimità del rione Cappuccini, che ha causato la morte di un operaio e il ferimento di altri due, è l’ennesima dimostrazione di quello che succede quando vengono meno le regole per l’esecuzione dei lavori in sicurezza e mancano i controlli previsti dalla legge. Sono in corso indagini per capire la dinamica dell’incidente. Quello che vogliamo richiamare è che questa tragedia non si può addebitare al destino o al caso. Da tempo il Sindacato denuncia a tutti i livelli l’assenza di regole e la mancanza di controlli nell’affidamento degli appalti e dei subappalti. Quello che è successo è il risultato. Ed allora: quando si comincerà a modificare un sistema di organizzazione del lavoro che non tutela la vita delle persone? La UIL esprime solidarietà e cordoglio alla famiglia del lavoratore deceduto e auspica la pronta guarigione dei feriti. Ma quando finirà lo scarica barile delle responsabilità da addebitare esclusivamente ai lavoratori? Anche per questo riteniamo, ancora una volta, che pensare di smobilitare una struttura operativa complessa come quella della stazione ferroviaria di Brindisi sia un atto di irresponsabilità nei confronti di tutta la comunità brindisina che non può essere mortificata e depredata da scelte decise altrove. Una infrastruttura fondamentale per i traffici turistici, commerciali e anche di movimentazione di merci pericolose che non può essere depotenziata. Se così sarà, allora che fine faranno, i pronunciamenti e le giuste prese di posizione di quanti fino ad oggi guardano ai progetti di collegamenti con altre importanti infrastrutture come il porto e l’aeroporto?

 Il Segretario UIL                                                                                      UIL Trasporti di Brindisi

Antonio Licchello                                                                                                Mino Greco