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Report nazionale sul Convegno della UIL di Brindisi del 28 giugno scorso

Barbagallo: per il rilancio del Sud

servono interventi straordinari

Brindisi in Europa

È il titolo del Convegno organizzato dalla Uil brindisina per una riflessione sul rapporto tra Unione Europea e Mezzogiorno e sul tema dello sviluppo e dei diritti, al quale hanno partecipato, tra gli altri, il Segretario della Uil di Brindisi, Antonio Licchello, della Uil Puglia, Franco Busto, della Uila nazionale, Stefano Mantegazza, della Uilm nazionale, Rocco Palombella, della Uiltec nazionale, Paolo Pirani. Ha concluso i lavori il Segretario generale della Uil, Carmelo Barbagallo. Un’iniziativa, quella odierna, che si è posta in continuità con la grande manifestazione per il Sud, svoltasi lo scorso 22 giugno a Reggio Calabria. “Bisogna restituire centralità al Mezzogiorno - ha detto Barbagallo - affrontando le questioni dell’industria, dell’occupazione, del risanamento e dalla messa in sicurezza del territorio. Se non diamo risposte a questi problemi, il Sud è destinato ad allontanarsi sempre di più dal resto del Paese e dall’Europa, con i nostri giovani, che non trovano lavoro, e i nostri anziani, che pagano il doppio delle tasse della media europea, costretti ad andare all’estero: non possiamo permettercelo. Per rilanciare il Mezzogiorno, non c’è altra strada: servono interventi straordinari, puntando su investimenti pubblici e privati in infrastrutture materiali e immateriali. Ecco perché - ha sottolineato il leader della Uil - noi continuiamo a batterci affinché il Governo ascolti le nostre rivendicazioni e le nostre proposte. Siamo disponibili a discutere, ma se non ci convocano, saremo costretti a proseguire nella nostra lotta”. Barbagallo, poi, è intervenuto anche su due grandi vertenze riguardanti l’ex Ilva e la centrale di Cerano. “Il Mise - ha detto il Segretario della Uil - ha convocato i Sindacati per il prossimo 9 luglio e, dunque, dopo che l’azienda avrà avviato la procedura unilaterale di cassa integrazione: non siamo d’accordo, occorreva fare l’incontro subito, per non permettere all’azienda di muoversi autonomamente. Ancora una volta, una multinazionale non rispetta le regole, ma anche il Governo, così facendo, sta contribuendo a determinare questa situazione. Stiamo rischiando sia di far chiudere una grande azienda sia di regalare il mercato italiano dell’acciaio a chi continuerà a produrlo all’estero. Dunque, confrontiamoci subito per trovare, insieme, una soluzione al problema: dobbiamo stabilizzare questo sito produttivo, per ottenere sviluppo economico e occupazionale e per risanare l’ambiente. Per quel che riguarda, infine, la centrale di Cerano, l’unica a carbone del nostro Paese - ha concluso Barbagallo - noi siamo molto attenti alla salvaguardia ambientale, ma il processo di decarbonizzazione e di riconversione va fatto garantendo i livelli occupazionali, assicurando un’adeguata formazione ai lavoratori coinvolti e offrendo prospettive di sviluppo per il territorio e per il Paese”.

nota stampa UIL nazionale