In Primo Piano

Stampa

Riordino ospedaliero sulla pelle dei deboli



Sanità e non..…………….

 21 settembre 2019

Non è mia intenzione contribuire ad ampliare una frattura sindacale, già conclamata nell’ambito sanitario, (cosi come leggo sul quotidiano del 26 agosto) ,ed esprimo un mio pensiero verso un sistema sanitario che, a mio avviso, fa acqua da tutte le parti. Il tanto decanto Riordino Ospedaliero, da noi contestato, continua a creare difficoltà di gestione alla dipendenza tutta, di conseguenza verso i cittadini………………..

Nelle tante riunioni svolte in “Direzione Sanitaria”, con la partecipazione del direttore Giuseppe Pasqualone, si è cercato di gestire nel miglior modo la governance sanitaria, dove sono state denunciate le numeroseprecarietà che lo stesso Riordino ha prodotto nel territorio brindisino. Nell’ultima riunione del 10 luglio del 2019, tra i componenti della Cabina di Regia e il dottor Pasqualone, è stato deciso che, al rientro dalle ferie, si affronteranno temi che riguardano in particolare“il Piano aziendale sul sistema delle Liste d’attesa, sulla necessità di aggiornamenti relativi ai posti letto e sulle unità operative attive”. Si è confermato, inoltre,un ulteriore impegno del direttore generale dell’Asl, che  è stato quello di approvare, entro i primi giorni di agosto, la progettazione esecutiva di tutti gli interventi relativi ai PTA ed infine si è impegnato a reclutare “medici specialistici ambulatoriali”. Subito dopo tanti sono stati gli interventi sindacali nell’esprimere insoddisfazioni  per la gestione dello stesso Riordino ospedaliero e, innanzitutto, per l’indifferenza espressa  dalla politica nei confronti della sanità brindisina. Non è, quindi, nella partecipazione ad una manifestazione “Pur legittima”, da parte di una sigla sindacale, che possa far dimenticare la criticità del “come è nato e gestito il riordino ospedaliero”. La Uil invita il Dott. Pasqualone ad anticipare i tempi di confronto con la Cabina di Regia, necessario a dare continuità alla riunione del 10 luglio per verificare le condizioni del cambiamento o di un’ulteriore apertura all’inizio di una campagna elettorale.

Antonio Licchello