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16 dicembre: Sciopero generale. Appello del Segretario generale nazionale Pier Paolo Bombardieri.

13 dicembre 2021

Ci rivolgiamo alle tante persone che in queste ultime settimane abbiamo incontrato sui luoghi di lavoro e nelle piazze o ci hanno scritto chiedendo aiuto. E ci rivolgiamo a tutto quel pezzo di società che non è indifferente al disagio e alle emarginazioni che vede ogni giorno con i propri occhi e a quanti credono che si possa costruire una prospettiva diversa per il nostro Paese. Ritroviamoci a Roma, Milano, Bari, Palermo e Cagliari per esprimere il dissenso rispetto ad una manovra iniqua. Ai cultori del pensiero unico diciamo che manifestare un’opinione diversa non è un atto di irresponsabilità ma un diritto ed anche un arricchimento del dibattito pubblico. Dovrebbero, per questo, ringraziarci, anziché affannarsi a polemizzare. Non ci lasciamo intimidire, lo sciopero si farà e sarà una grande testimonianza di vitalità propositiva. La politica esca dai palazzi, i commentatori dai salotti e girino con noi le periferie, dove la povertà si tocca con mano. In questo Paese c’è una situazione sociale che reclama attenzione. Ecco perché prima di tutto rivendichiamo misure sostanziali per le persone che hanno sofferto di più, giovani e donne. Abbiamo chiesto un fisco più equo che contrasti le disuguaglianze, riforme ampie che consentano ai giovani di trovare un’occupazione buona e sicura per progettare la propria vita, di non tornare alla Fornero che tanti danni ha causato a pensionati e lavoratori. Oggi le risorse non mancano e il tema è come si investono: noi chiediamo che vengano indirizzate in una visione di sviluppo diverso e per redistribuire a chi ha meno. Si abbia il coraggio di dire basta alle logiche di profitto sfrenato, agli aiuti a pioggia alle imprese, alle continue delocalizzazioni e alle arroganze di multinazionali che lucrano indisturbate. E’ il momento di pensare al Paese reale, alle persone e ai tanti che sono rimasti indietro.

Le battaglie si possono anche perdere ma nessuno ci perdonerà per non averle fatte fino in fondo.

nota stampa UIL nazionale

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