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Centrale ENEL di Cerano-Decarbonizzazione

Dopo ripetute richieste si è svolto nei giorni scorsi, nella sede di Confindustria di Brindisi, l’incontro tra i Segretari confederali territoriali Macchia, Castellucci e Licchello e la delegazione di ENEL con la partecipazione del Sindaco di Brindisi Rossi. L’argomento all’ordine del giorno: la decarbonizzazione della centrale ENEL di Cerano. Un confronto su un tema di importanza fondamentale che ci preoccupa ancora di più oggi dopo la discussione avuta, così impegnativo e decisivo per il futuro di centinaia di posti di lavoro e per le conseguenze sull’economia del territorio, SI E’ CONCLUSO PER QUANTO CI RIGUARDA IN MANIERA DEL TUTTO INSODDISFACENTE. ENEL ha presentato il progetto che fissa, come si sa da tempo (entro il 2025) l’abbandono dell’utilizzo del carbone come materia prima per la produzione di energia elettrica a favore del gas. Dalla discussione si è evidenziato che la società è concentrata, sostanzialmente, al raggiungimento dell’unico obiettivo che interessa: il business produttivo e finanziario. Non si occupa, né si preoccupa delle ricadute sociali che già al momento produce siffatta operazione in un territorio in grosse difficoltà che tanto ha dato e che, giunto ormai al termine il ciclo di massimo sfruttamento delle potenzialità produttive della centrale, è costretta dalle nuove disposizioni di legge a diversificare la materia prima alla ricerca esclusiva di guadagni garantiti, limitando risorse ed energie da investire sul territorio. Il grido di allarme della UIL non ha trovato attenzione e riscontro dalle Istituzioni, da anni colpevolmente assenti sulle problematiche di interi settori industriali della città e della provincia, in condizioni di grave affanno ed impoveriti da scelte demagogiche, proclami senza esito e promesse elettorali che hanno contribuito a ridimensionare di fatto negli anni il tessuto industriale brindisino, e non solo, indebolendone la riconosciuta centralità che aveva nei periodi di maggiore attività produttiva.  La UIL di Brindisi ha ribadito che il tavolo di confronto non deve essere considerato esaustivo ed ha chiesto di dare continuità quanto prima alla discussione per mettere a punto garanzie certe per il mantenimento dei posti di lavoro per oggi e per il futuro. Al contrario ci siamo trovati di fronte alla pianificazione di un obiettivo molto penalizzante sulle certezze occupazionali e privo di nuove proposte di sviluppo. Il progetto di decarbonizzazione della centrale Federico II° NON PUO’ ESSERE A PERDERE!, ma deve servire a programmare uno sviluppo diverso e più compatibile dal punto di vista ambientale, e soprattutto indirizzato alla creazione di nuovi posti di lavoro per i lavoratori diretti e dell’indotto che, francamente, non abbiamo avuto modo di riscontrare.

Antonio Licchello