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Nuovo farmaco prodotto da Sanofi Brindisi

Apprendiamo dalla stampa che la Sanofi, multinazionale leader nel settore produttivo e nella ricerca farmaceutica, ha presentato un piano di investimenti da effettuare nello storico stabilimento di Brindisi per la produzione in loco di nuovi farmaci e l’intenzione di dotarsi di un altro generatore per la produzione di energia elettrica con l’obbiettivo di migliorare la sua competitività ed il ruolo strategico che, grazie anche a questi progetti, nell’arco di pochi anni permetterà di svolgere un ruolo ancora più rilevante nel comparto. Rimaniamo in attesa, nel rispetto delle buone relazioni sindacali, di conoscere i futuri assetti societari ed entrare nel dettaglio del piano industriale che ci permetterà di valutare in concreto la validità degli investimenti, sia sotto gli aspetti produttivi che occupazionali. L’apparato industriale della nostra città dimostra ancora una volta di non essere secondo a nessuno, in un continuo e costruttivo rafforzamento del già cospicuo potenziale produttivo che ha bisogno, come la UIL e la UILTEC sostengono da anni, di essere consolidato per affrontare in posizione di forza le nuove sfide del mercato globalizzato. Uno scenario ampio ed articolato che ha bisogno del contributo di tutti per raggiungere il comune interesse: una maggiore autonomia e garanzia di sostenibilità ambientale in un settore altamente concorrenziale ed un valido sostegno alle imprese locali con sicuri vantaggi per l’occupazione del territorio nella fase, particolarmente articolata, di cambiamento che vive l’industria nella nostra città. Si afferma così con ulteriori, positivi presupposti l’esigenza di sostenere la crescita e lo sviluppo industriale del territorio, di cui riteniamo ci sia assoluto bisogno. Si aggiungono altri investimenti a quelli già in fase di attuazione di Versalis per il miglioramento del ciclo tecnologico e della torcia a terra, la riconversione della centrale Federico II, la rinnovata e riconosciuta ormai da tutti centralità del porto, il completamento della cassa di colmata, il rafforzamento della retro portualità in sinergiacon i progetti per il potenziamento della ZES utilizzando le aree delle centrali elettriche dismesse (esempio: i terreni occupati dal nastro trasportatore, uno dei due carbonili per lo stoccaggio del carbone adiacenti alla centrale, gli ampi spazi a ridosso delle banchine attualmente utilizzate per l’attracco delle navi carboniere, ideali per permettere l’attracco delle navi da crociera e per il turismo per la Grecia e l’Albania), una rete di depositi doganali per la logistica, la movimentazione e lo stoccaggio di merci per il successivo trasporto in Europa con annesse strutture attrezzate per l’assistenza e manutenzione che ENEL (con una nuova società già operativa) ha già iniziato a realizzare in altre città italiane, avendo acquisito anche la disponibilità delle istituzioni locali.  Un elenco di attività selettive e irrinunciabili da sostenere con tutte le forze che dovranno e potranno essere occasione inclusiva e certezza nell’immediato ed in prospettiva, più che necessarie per risollevare le sorti della sfiduciata collettività brindisina. La UIL e la UILTEC di Brindisi da tempo sono convinte che le grandi società del settore industriale possono dare una svolta chiara ed indiscutibile all’economia ed a nuove, ragguardevoli, opportunità di lavoro, rispettando la salute e la sicurezza dei cittadini. Non si può ripercorrere la strada che in tempi recenti ha dimostrato tutta la sua inconsistente e dannosa idea di una fantasiosa crescita, sempre annunciata a parole e mai conseguita nei fatti che ha solo procurato delusione, occasioni perdute, fallimento e chiusura di centinaia di imprese, aumento della disoccupazione. Le esperienze passate hanno dimostrato la debolezza della politica della contrapposizione che ha impedito, con la sua visione di un presumibile futuro legato a promesse mai realizzate, qualsiasi opportunità di sviluppo con gli inconsistenti risultati che sono sotto gli occhi di tutti. Ma, nonostante tutto, si continua con lo sterile braccio di ferro e non si riesce o, peggio, non si vuole trovare l’auspicabile condivisione delle cose da fare per superare l’ostinata ed inspiegabile immobilità ancora prevalente.

Il Segretario CST UIL Antonio Licchello                          Il Segretario territoriale UILTEC Carlo Perrucci